giovedì 30 marzo 2017

La Geoingegneria - Con Rosario Marcianò ed Umberto Morazzoni

mercoledì 29 marzo 2017

HAARP: Ufficiale, Crea Nuvole Di Plasma Nella Mesosfera

U.S. Naval Research Laboratory (NRL) research physicists and engineers from the Plasma Physics Division, working at the High-frequency Active Auroral Research Program (HAARP) transmitter facility, Gakona, Alaska, successfully produced a sustained high density plasma cloud in Earth’s upper atmosphere“.
Questo è parte del testo di una notizia apparsa sul sito della Marina militare statunitense circa nubi di plasma create con il sistema H.A.A.R.P.
Fisici ed ingegneri che lavorano come ricercatori nei laboratori della Marina degli Stati Uniti alla Plasma physics division (Dipartimento di fisica del plasma), lavorando al programma High-frequency Active Auroral Research Program H.A.A.R.P., ossia Programma di ricerca attivo aurorale con l’alta frequenza, nella struttura di Gakona (Alaska, Stati Uniti d’America) hanno prodotto con successo una duratura nuvola di plasma ad alta densità nell’atmosfera terrestre.
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Nell’articolo viene specificato che, a differenza delle nuvole di plasma generate precedentemente, che duravano appena dieci minuti, questa volta si è riusciti a creare una sfera di plasma più denso. La sfera è stata mantenuta “in vita” per un’ora dalle emissioni delle antenne della stazione H.A.A.R.P. e si è dissolta solo dopo che sono state interrotte le irradiazioni elettromagnetiche dell’installazione ubicate a Gakona.
Di là dai particolari tecnici, viene puntualizzato come l’esperimento, che ha impiegato emissioni sulle alte frequenze con una potenza pari a 3.6 megawatt, sia “part of the Defense advanced research projects agency (D.A.R.P.A.) sponsored Basic Research on Ionospheric Characteristics and Effects (BRIOCHE) campaign to explore ionospheric phenomena and its impact on communications and space weather“, ovvero parte della ricerca di base sugli effetti e le caratteristiche ionosferiche della D.A.R.P.A. (l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata nel campo della difesa, laddove per difesa, è noto, si intende l’esercito), un’iniziativa per esplorare i fenomeni della ionosfera ed i suoi impatti sulle comunicazioni e sul clima spaziale”.
Abbiamo quindi la precisa conferma che si tratta di un progetto bellico. L’articolo riferisce pure che tali nuvole di plasma vengono usate come schermi artificiali alla quota di cinquanta chilometri, un’altitudine inferiore rispetto alla ionosfera. Queste nuvole artificiali sono volte a riflettere i segnali elettromagnetici ad alta frequenza dei radar e dei sistemi di comunicazione. Inoltre la prossima iniziativa di H.A.A.R.P., in programma per l’inizio del 2013, includerà sperimentazioni per sviluppare nuvole di ionizzazione, ovvero di plasma, ancora più consistenti e stabili.
Fonte tratta dal sito .
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martedì 28 marzo 2017

Ilaria Alpi: l’omicidio di una giornalista scomoda

Questo articolo era stato originariamente scritto ad aprile 2015 per la rivista “Orione Magazine”, diretta da Gianfranco Carpeoro.
Lo pubblichiamo ora sul blog, in occasione del 23° anniversario della morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.
Nel frattempo, in questi due anni, ci sono stati degli sviluppi riguardo alcuni fatti riportati nell’articolo: il 19 ottobre 2016 Hashi Omar Hassan, il somalo condannato per l’omicidio, è stato assolto nel processo di revisione a Perugia, dopo 17 anni in carcere da innocente.

ILARIA ALPI: L’OMICIDIO DI UNA GIORNALISTA SCOMODA

Traffico d’armi e rifiuti tossici tra l’Italia e la Somalia:
la coraggiosa inchiesta che nel 1994 costò la vita all’inviata della Rai
di Stefania Nicoletti
alpiQuesta è una storia di bugie, insabbiamenti, depistaggi. Questa è una storia di intrighi internazionali e di servizi segreti. Questa è la storia di una giornalista coraggiosa, che ha pagato con la morte la sua voglia di indagare a fondo e di fare vero giornalismo d’inchiesta: Ilaria Alpi, uccisa a Mogadiscio, in Somalia, il 20 marzo 1994. Si è detto che Ilaria si trovava là, insieme all’operatore tv Miran Hrovatin, “in vacanza” e non stava conducendo alcuna inchiesta: così si espresse l’onorevole Carlo Taormina, presidente della commissione parlamentare sul loro omicidio. Parole che non ci sembra neanche il caso di commentare, dato che alla fine del nostro articolo sarà ben chiaro chi ha voluto e commissionato questo duplice omicidio, e per quale motivo Ilaria e Miran dovevano essere eliminati.
Ilaria Alpi era una giovane giornalista del TG3. Nel giro di pochi mesi si era già recata diverse volte in Somalia come inviata di guerra. Dal 1991 infatti era in corso una guerra civile, in realtà mai terminata. Terreno fertile per i trafficanti d’armi: vedremo che è proprio su questo – ma anche su molto altro – che stava indagando la Alpi prima di essere uccisa. Nel paese africano era attiva la missione delle Nazioni Unite denominata UNOSOM. La mattina del 20 marzo 1994 Ilaria e Miran erano appena tornati a Mogadiscio, capitale della Somalia, da un viaggio nella città di Bosaso, a nord del paese. Là avevano seguito una pista e avevano trovato prove e testimonianze di qualcosa di scottante. Avrebbero presentato i risultati della loro indagine quella sera stessa nel corso del collegamento con il TG3: Ilaria infatti aveva già annunciato lo scoop al suo caporedattore, chiedendogli spazio nell’edizione serale del telegiornale. Ma non fece in tempo: lei e Miran vennero infatti uccisi in un agguato, freddati a colpi di kalashnikov, mentre invece l’autista e la guardia del corpo rimasero indenni.
Da quel momento partono i depistaggi: caratteristica comune a tutte le stragi e i “misteri” italiani. L’indagine, nel corso degli anni, passa nelle mani di quattro magistrati. Oltre dieci anni dopo, viene costituita una commissione parlamentare d’inchiesta. Secondo la relazione di maggioranza, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin vennero uccisi “nell’ambito di un tentativo di rapina o di sequestro di persona conclusosi solo fortuitamente con la morte delle vittime”. Dunque, secondo la commissione parlamentare, obiettivo dell’agguato fu una rapina o un sequestro di persona, e i due giornalisti vennero uccisi “per caso”. Principale fonte di questa conclusione fu il somalo Ahmed Ali Rage detto “Gelle”, considerato il testimone chiave della vicenda. Gelle accusò un altro somalo, Hashi Omar Hassan, il quale venne arrestato al suo arrivo in Italia: Hashi doveva infatti testimoniare ad un altro processo nel nostro paese, quello sulle presunte violenze a carico di soldati del contingente italiano appartenenti alla Brigata Paracadutisti Folgore.
Rinviato a giudizio con l’accusa di essere l’esecutore del duplice omicidio Alpi-Hrovatin, Hashi venne assolto in primo grado, condannato all’ergastolo in appello, e infine a 26 anni in Cassazione. Si trova attualmente in carcere a Padova, ma da innocente. È recentissimo, infatti, lo “scoop” della trasmissione Chi l’ha visto, che a metà febbraio di quest’anno ha mandato in onda un’intervista esclusiva al super-testimone Gelle, il quale ha ritrattato la propria versione, affermando che gli era stato detto di indicare Hashi come colpevole; ma invece non era presente al momento dell’agguato e non ha visto chi ha sparato. “Gli italiani avevano fretta di chiudere il caso e mi hanno promesso denaro in cambio di una mia testimonianza al processo per incastrare Hashi”, dichiara oggi Gelle. Dichiarazioni che, in realtà, aveva già fatto nel 2002 alla BBC, ma di cui la magistratura non ha tenuto conto, pur sapendo benissimo come rintracciarlo in Inghilterra. Le affermazioni di Gelle sono gravissime: le autorità italiane hanno voluto chiudere in fretta il processo per l’omicidio di Ilaria Alpi, trovando un capro espiatorio nella persona di Hashi e insabbiando la verità, che coinvolge invece in maniera diretta uomini dei servizi segreti e delle istituzioni.
Ma allora, se Hashi è innocente, chi ha ucciso i due giornalisti della Rai? In realtà – come dice giustamente Luciana Alpi, madre di Ilaria, che da vent’anni si batte per la verità – a noi non interessano tanto gli esecutori materiali, quanto invece i mandanti. E i mandanti vanno ricercati tra le inchieste che Ilaria stava portando avanti. La giovane giornalista aveva scoperto una realtà scomoda, che va ben oltre il “semplice” traffico d’armi che ormai diamo quasi per scontato nelle guerre e nelle crisi internazionali. Ilaria Alpi stava indagando su un traffico d’armi e di rifiuti tossici e radioattivi tra i Paesi industrializzati e l’Africa. Lei e il suo operatore Miran Hrovatin stavano seguendo una traccia molto concreta che portava dall’Italia alla Somalia, passando per i Balcani. In particolare avevano concentrato la loro attenzione sulle navi della Shifco, una flotta di pescherecci donata dalla Cooperazione italiana alla Somalia, che trasportava armi anziché pesce. Sono le stesse navi che, oltre a fornire armi ai signori della guerra somali, le stavano portando anche nella ex Jugoslavia, in quegli anni teatro di una sanguinosa guerra fratricida. Il tutto, come sempre, appoggiato e foraggiato dalle potenze internazionali, e gestito da faccendieri legati alle istituzioni e agli apparati statali.
Uno di questi faccendieri è senza dubbio Giancarlo Marocchino, figura chiave nel caso Alpi-Hrovatin. Lo troviamo direttamente sulla scena del delitto, poco dopo l’agguato: è lui infatti che prende il corpo di Ilaria e lo porta sulla propria auto, come si vede dalle immagini televisive di quel giorno. Marocchino era una vera autorità a Mogadiscio: personaggio potentissimo, da lui passavano tutti gli italiani che arrivavano nel paese africano; di conseguenza anche i giornalisti, che spesso venivano ospitati nella sua casa. Ilaria Alpi non era tra questi: lei evitò sempre di andarci per non compromettersi, probabilmente perché aveva già capito cosa ci celava dietro alle attività di Marocchino. Ufficialmente in Somalia faceva l’imprenditore; in realtà si trattava di una copertura per affari illeciti: di fatto, Marocchino fu uno dei principali trafficanti d’armi e di rifiuti tossici durante la guerra civile somala, e collaborava direttamente con le autorità somale e italiane, e naturalmente con i militari e con i servizi segreti, che ebbero un ruolo chiave sia nel traffico, sia nell’omicidio della giornalista che l’aveva scoperto.
I servizi segreti e l’organizzazione Gladio: queste le due entità che ritroviamo in tutti i misteri italiani. E compaiono anche qui. Il 12 novembre 1993 viene ucciso a Balad, in Somalia, il maresciallo Vincenzo Li Causi, sottufficiale del servizio segreto militare SISMI, istruttore di Gladio e comandante del Centro Scorpione di Trapani, uno dei centri più importanti di Gladio. Li Causi infatti faceva parte della VII Divisione del SISMI, ovvero la sezione che gestiva la struttura Stay Behind (Gladio): un’organizzazione clandestina paramilitare promossa dalla NATO per contrastare un’eventuale invasione sovietica dell’Europa occidentale. Il maresciallo Li Causi era l’informatore di Ilaria Alpi sul traffico d’armi e di rifiuti tossici. È morto in un agguato in circostanze mai chiarite, quattro mesi prima della giornalista con cui era in contatto e a cui forniva informazioni. Inoltre il giorno dopo avrebbe dovuto far ritorno in Italia per deporre davanti ai magistrati proprio in merito alle attività del Centro Scorpione, all’operazione Gladio, e al traffico d’armi e scorie radioattive in Somalia.
C’è poi un’altra morte sospetta che potrebbe essere collegata a Gladio, alla Somalia, e a Ilaria Alpi: quella del maresciallo Marco Mandolini, ucciso il 13 giugno 1995 a Livorno. Era un incursore del Col Moschin (le forze speciali dei paracadutisti della Folgore), un istruttore della NATO, ed ex capo-scorta del generale Loi in Somalia. Si è detto che è stato un omicidio gay, e ora – con la recente riapertura dell’inchiesta – si segue il movente economico. Ma, a nostro parere, potrebbe invece trattarsi di un omicidio legato a quelli del maresciallo Li Causi e di Ilaria Alpi. Secondo il fratello Francesco, Marco Mandolini era molto amico di Vincenzo Li Causi fin da quando avevano frequentato insieme un corso a Capo Marrargiu, dove si addestravano gli uomini di Gladio. E secondo altre fonti interne ai servizi segreti, Mandolini era probabilmente coinvolto nel traffico d’armi e rifiuti tossici, con il nome in codice “Ercole”. Importante anche il luogo in cui venne ucciso: Livorno, che riporta alla mente il rogo del Moby Prince. La sera del 10 aprile 1991, quando avvenne la collisione tra il traghetto Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo che causò 140 morti, era presente nel porto di Livorno il peschereccio 21 Oktobar II, la nave numero uno della Shifco: la flotta coinvolta nel traffico d’armi con la Somalia scoperto da Ilaria Alpi. E vi è la testimonianza del timoniere somalo della 21 Oktobar II, che parla apertamente di traffici d’armi svolti dal peschereccio.
Ecco dunque che si aggiunge un altro tassello al puzzle. Ilaria Alpi aveva scoperto anche questo nel suo lavoro di inchiesta, ed era riuscita – con prove e testimonianze – a ricostruire un quadro completo della vicenda, che coinvolgeva militari, servizi segreti, istituzioni. La sera del 20 marzo 1994 avrebbe rivelato tutto in un lungo servizio al TG3, ma è stata fermata prima che potesse farlo. Come lei, sono stati fatti fuori altri personaggi chiave. E sono stati fatti sparire i suoi block notes, la sua macchina fotografica, e le videocassette girate dall’operatore Miran Hrovatin. Materiale scomparso nel nulla e mai più ritrovato: caratteristica ricorrente, così come i depistaggi, gli insabbiamenti, e le morti più che sospette di testimoni e personaggi scomodi.
Per approfondire, consigliamo i libri:
“L’esecuzione. Inchiesta sull’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin” di Giorgio e Luciana Alpi, Mariangela Gritta Grainer, Maurizio Torrealta; Kaos edizioni
“1994. L’anno che ha cambiato l’Italia. Dal caso Moby Prince agli omicidi di Mauro Rostagno e Ilaria Alpi. Una storia mai raccontata” di Luigi Grimaldi e Luciano Scalettari; edizioni Chiarelettere
L’intervista per la trasmissione Border Nights al giornalista e scrittore Luciano Scalettari, in occasione dell’assoluzione di Hashi Omar Hassan nel processo di revisione:

Fonte tratta dal sito .

domenica 26 marzo 2017

Rituali Satanici e Abusi - Trovati 800 bambini in una fossa comune - Vergogna della Chiesa Cattolica di Tuam Irlanda

Coloro che difendono la Chiesa Cattolica dicono che, i circa 800 bambini morti, sono tutti morti a causa di malattie infettive. Altri dicono che questi bambini sono stati utilizzati dalla setta satanica e dalla rete di pedofili in Vaticano per abusi rituali. Cosa ne pensi?

Ingegneri alla ricerca della fossa comune presso l'ex casa famiglia  a Tuam, Contea di Galway.

 Gli ingegneri utilizzano radar  terra-penetranti per cercare la fossa comune presso l'ex casa famiglia di Tuam, nella Contea di Galway. Fotografia: Aidan Crawley / EPA


La fossa comune di neonati e bambini trovati nella casa famiglia a Tuam in Irlanda

Nei loculi sotterranei presso il sito di Tuam sono stati scoperti resti umani , Galway. Photograph: Niall Carson/PA


E' stato confermato che un numero significativo di resti umani, di bambini,  si trovano in una fossa comune adiacente ad una ex casa famiglia per ragazze madri gestito dalle Bon Secours Sisters a Tuam, nella Contea di Galway. Questo è esattamente quanto ha fatto la studio di  Catherine Corless, che è stato determinante nel portare alla luce il luogo della fossa comune. Una commissione d'inchiesta sulla casa famiglia che era ubicata nel sito su una struttura che "sembrava correlata al trattamento / contenimento delle acque di scarico e / o acque reflue", ma, che si dovrebbe chiamare fossa settica .


L'arcivescovo di Tuam, Michael Neary, si dice "profondamente scioccato e inorridito". Profondamente. Perché sa ciò che avrebbe potuto fare la Chiesa circa l'abuso dei bambini nelle sue istituzioni? Quando l'irlandese Taoiseach (Primo Ministro) Enda Kenny è stato chiesto se fosse scioccato, ha risposto: "Assolutamente. E pensare che sono passato in quel luogo in tante occasioni nel corso degli anni. " Perché  Kenny,  politico irlandese a partire dagli anni '70,  sapeva che era finanziata dallo Stato, e l'abuso perpetrato dalla Chiesa sulle donne e bambini? La commissione d'inchiesta - già criticata dalle Nazioni Unite - afferma nella sua dichiarazione ufficiale che è rimasta "scioccata da questa scoperta".

Se è sconvolto, è solo per simulazione. Quando Corless ha scoperto i certificati di morte di 796 bambini della casa tra il 1925 e il 1961, con record di sepoltura, era chiaro che centinaia di corpi sarebbero stati messi da qualche parte. Non sono, dopo tutto, ascesi al cielo come la vergine Madre. Corless ha poi scoperto le storie orali di testimoni locali affidabili, offrendo la prova di dove si trovavano i resti di quei bambini. Allora, la Chiesa e lo Stato hanno pensato a quanto era accaduto? Le suore avevano seppellito i bambini in un piccolo bel cimitero da qualche parte, ma proprio non riuscivano a ricordare dove?

O forse la chiesa e lo stato sono shoccati che le suore della metà del 20 ° secolo, in Irlanda potrebbero aver avuto così poco rispetto per la vita e la morte dei bambini come nella loro cura. Il rapporto Ryan del 2009 ha documentato gli abusi sessuali, fisici ed emotivi sistematici sui bambini gestiti da religiosi, istituti finanziati dallo Stato. Ha rivelato che quando si confrontano con le prove degli abusi sui minori, la Chiesa  trasferisce  i cosidetti "tossicodipendenti" in altri istituti, dove avrebbero potuto abusare di altri bambini. I Christian Brothers hanno legalmente bloccato la relazione con i nomi e cognomi dei suoi membri. Nel frattempo, il cardinale Seán Brady - ora noto per aver partecipato a insabbiare gli abusi da parte dei preti pedofili come Brendan Smyth - nascosero per vergogna.


Potrebbe essere il momento di smettere di agire come se la frattura morale e l'ipocrisia della Chiesa cattolica siano una novità .

Lo stesso anno, il rapporto Murphy sugli abusi sessuali ai danni di bambini nella arcidiocesi di Dublino, ha rivelato che le priorità della Chiesa cattolica nel trattare la pedofilia non era per  il benessere dei bambini, ma piuttosto la segretezza, per evitare gli scandali, la tutela della sua reputazione e la conservazione dei beni della chiesa. Nel 2013, il rapporto McAleese ha documentato la detenzione di più di 10.000 donne occupate in lavanderie gestite da religiosi, a carico dello Stato, dove hanno lavorato in condizioni industriali punitive senza retribuzione , e il loro crimine era di essere ragazze madri.

Quindi mi perdonerete se io sono scettico dello shock professato in Irlanda dal clero, dai politici e dagli organismi ufficiali di indagine. Sappiamo molto degli abusi della chiesa cattolica sulle donne e i bambini da essere colpiti dai fatti di Tuam. Una fossa comune piena di figli di ragazze madri non sposate è imbarazzante sapere che lo Stato sta ancora pagando la Chiesa per mantenere le sue scuole e ospedali. Centinaia di bambini morti non sono un bene per il mito di un'Irlanda senza l'aborto; essi suggeriscono  un epilogo poco piacevole della cattolica Irlanda che ha sempre avuto aborti, solo che sono somministrati lentamente dalle suore, dopo che i bambini erano già nati.

Mentre l'Irlanda si prepara per un referendum sul diritto di aborto , nonché una visita strategicamente pianificata dal papa, potrebbe essere il momento di smettere di agire come se l'immoralità e l'ipocrisia della Chiesa Cattolica fossero ancora una novità per noi. Si può dire che non ce ne curiamo, ma - dopo il rapporto Ryan, il rapporto Murphy, il rapporto McAleese, il rapporto Cloyne , il rapporto Ferns, il rapporto Raphoe e ora Tuam - non si deve più far finta di non sapere.

Due membri della mia famiglia sono nati nella casa a Tuam, hanno avuto vita brevi lì, ed è probabile che giaciano in quel pozzo nero - mi dispiace, in quella struttura che "sembra essere correlata al trattamento / contenimento delle acque di scarico e / o acque reflue" . La loro madre è morta giovane, indebolita a sua volta in custodia della Chiesa. A causa di tutto questo ho capito che persone, in genere buone,  in Irlanda hanno consegnato il potere su donne e dei bambini vivi a  un istituto che sapevano era abusivo. E ho lottato  contro - le scuole e ospedali - che stiamo ancora consegnando, il potere su donne e bambini in vita, alla Chiesa cattolica.

Forse, dopo Tuam, e dopo tutto,  è questo quel che è veramente scioccante.
Fonte tratta dal sito .

sabato 25 marzo 2017

I MISTERI DEL “DEJA’ VU” LA PARAMNESIA

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Il “déjà-vu» è quella strana e intensa sensazione di avere già visto, o meglio vissuto in passato, un particolare momento, di rivederne perfino le immagini come se fossero nuovamente lì davanti ai propri occhi. Secondo le statistiche, circa il 90% delle persone la conoscono.
Ci sono diverse spiegazioni del fenomeno.
I neurologi:
– I pazienti con epilessia rappresentano un modello patologico più noto in letteratura in quanto le illusioni “déjà-vu” sono, in realtà, manifestazioni epilettiche derivanti dalle scariche all’interno del cervello.
– Diversamente, i soggetti sani che vivono questa esperienza – presentano piccole variazioni anatomiche in un’area cerebrale, la corteccia insulare, che ha il compito di convogliare tutte le informazioni sensoriali all’interno del sistema limbico/emotivo. Tale modifica parrebbe dimostrare che nel soggetto sano l’esperienza del “déjà-vu”, in realtà, è un fenomeno di alterata sensorialità dello stimolo percepito, più che un ricordo alterato: in pratica noi pensiamo di aver già visto quel posto, ma in realtà è la sensazione che abbiamo provato nel vederlo che ci richiama uno stimolo precedentemente associato».
Gli psicologi:
Sarebbe un fenomeno collegato al mondo dei sogni. Secondo Freud, durante il sonno il cervello modella centinaia di migliaia delle situazioni, alcune delle quali si avvicinano molto agli eventi della vita reale. La sensazione del déjà-vu, secondo Freud, sarebbe una sorta di ricordo delle fantasia nascoste dell’uomo.
Gli esoteristi:
E’ un ricordo delle vite passate. Quando ci troviamo in una situazione che conosciamo già, il passato ci parla. Ma se un oggetto che provoca un déjà-vu è un tablet?
Forse si tratta di vite parallele…
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LA PARAMNESIA

Il fenomeno del deja vu, detto anche paramnesia (dal greco parà= vicino e mnesis= ricordo, perciò: forma di ricordo che rimane in margine al ricordo normale), è un fenomeno assai più diffuso di ciò che non si pensi. Come sappiamo si tratta di quella strana manifestazione per la quale una persona ha l’impressione di aver già visitato un luogo nel quale sa con certezza di non aver mai posto piede, o di aver già veduto una scena o un oggetto che gli capita sotto gli occhi per la prima volta. E’ un fenomeno che si presenta in vari gradi di intensità. Si va da sensazioni imprecise, fino ad una percezione esatta dei dettagli. Vi sono stati dei casi nei quali una persona, trovandosi per la prima volta in un luogo, non solo ha provato la sensazione precisa di esservi già stata, ma ha descritto locali vicini, con dovizia di particolari, prima di metterci piede.
Naturalmente è un fenomeno che già adito a molteplici interpretazioni, alcune anche assai suggestive come quella di considerarlo (almeno talvolta) dovuto ad un fatto di reincarnazione.
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Secondo questa interpretazione, una persona trovandosi in un ambiente o dinnanzi ad oggetti, che avrebbe avvicinato in una sua precedente vita, subirebbe uno stimolo, che farebbe riaffiorare alla sua memoria, dall’inconscio residuo e scorie mnemoniche delle sue passate esistenze che, appunto nell’incoscio, sarebbero rimasti annidati. Naturalmente questa interpretazione del fenomeno è basata su di un fatto fideistico e non verificabile sul piano scientifico.
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Esaminando il fenomeno con ottica psicodinamica, le interpretazioni sono molteplici. Nei casi in cui la sensazione è nebulosa o imprecisa, si potrebbero ipotizzare fenomeni di memoria inconscia, che ripresentino le immagini di fatti realmente vissuti, ma dimenticare e rimosse per motivi psichici non individuabili, nel subcosciente e che riaffiorino sotto non identificabili stimoli contingenti. Questa, ovviamente, è una interpretazione che può soddisfare solo quando non vi è la certezza che il luogo non sia stato, veramente, mai visitato dal soggetto.
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Un’altra possibile interpretazione è quella che fa prendere in considerazione la possibilità di processi telepatici inconsci. In questo caso, la persona potrebbe aver ricevuto telepaticamente, in forma inconscia, immagini e pensieri di persone presenti, che vivessero ricordi loro, e assumerli come propri a livello di conoscenza. Henri Louis Bergson, filosofo francese, profondo studioso di fenomenologia paranormale, considerava la paramnesia un fenomeno psichico normale sostenendo questo assunto con una sua teoria.
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Partendo dal principio che ogni percezione lascia nella mente un ricordo di sé, il quale staccandosi dalla percezione stessa va a fissarsi nella memoria, egli ipotizza che, se per un qualsiasi motivo, questo distacco non avviene, il ricordo rimane unito alla percezione del soggetto, senza perfezionarsi come ricordo fissato nella memoria. A percezione simile, il soggetto potrebbe avere l’impressione di ricordare ciò che invece ha solamente percepito.Un’ipotesi interpretativa che ha dei punti di contatto con la precedente e che si mantiene su di un piano strettamente animico, sostenendosi su dinamiche psichiche, è quello che si rifà al processo catatimico. Questa parola deriva dal greco ed è formata dal termine greco: katà, che vuol dire basso, sotto, imo e l’aggettivo italico timico che si riferisce all’influenza della glandola del timo sulla sfera psichica, quindi indica un’azione timica nel profondo dell’inconscio.
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Un processo psicologico, perciò, che influendo nel profondo della psiche, può produrre particolari stimolazioni fino a generare insoliti fenomeni psichici e anche paranormali. In questo caso il processo catatimico provoca un fatto sinestesico, cioè mette in atto quel fenomeno per cui una sensazione corrispondente ad un determinato senso viene associata a quella di un senso diverso; ciò avviene, per esempio, quando si ha la sensazione di un colore, udendo un suono. In questo caso la paramnesia viene attribuita ad un’associazione di immagini che non nasce dalla sfera noetica, cioè della sfera dell’attività dell’intelletto, ma da quella affettivo-emotiva. In sostanza parte del principio che, per esempio, due ambienti diversi possono destare sensazioni uguali a livello emotivo. Pertanto un individuo che si trovi in luogo che gli desti sensazioni uguali a quelle che un altro luogo gli ha destato in un altro momento, le recepisce sul piano affettivo. Al momento di trasferire sul piano cosciente finisce con l’identificarle con il luogo in cui si trova, credendo di riconoscerlo, mentre invece rivive una semplice forma emozionale trasferita e camuffata sul piano mentale.
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Facciamo un esempio. Supponiamo che una persona si trovi in un determinato posto. Fra le varie sensazioni che riceve, ecco una musica. Egli non la registra mentalmente; relegata nella memoria inconscia, la melodia gli crea solo uno stimolo emotivo completamente trascurato dalla sfera razionale. Immaginiamo poi che la stessa persona, dopo un tempo indeterminato, si trovi in un altro luogo, diverso dal primo. Per una coincidenza ode ancora la stessa musica che aveva registrato emotivamente. Può prodursi, in tal caso, un’azione dell’inconscio che, facendo risalire alla superficie della coscienza l’esperienza emozionale, trasferisce sul “luogo” il ricordo della musica, identificandolo in questa. Si avrà così la sensazione di trovarsi in un ambiente già conosciuto, mentre invece non si farebbe che rivivere un’esperienza emozionale.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 23 marzo 2017

SCIE CHIMICHE, CIELI CHIMICI VELENOSI, SAI COSA STA SUCCEDENDO?

lunedì 20 marzo 2017

I bambini della "Stella Blu" di Celia Fenn

Una Nuova Ondata di Bambini Stellari si incarna sulla Terra
I Bambini della “Stella Blu"

L'Arcangelo Michele attraverso Celia Fenn









Carissimi Operatori di Luce, è con grande gioia che condividiamo la notizia di una nuova ondata di Bambini Stellari che arrivano sul Pianeta con le nuove energie. Questi esseri sono entrati nel campo energetico Planetario e stanno nascendo in questo periodo come l’ondata più nuova di Bambini Cristallo.


Il loro arrivo è parte dell’accresciuta Radianza e Luce che ha circondato la Terra dal portale del 11:11:11. La loro presenza ha aiutato anche ad aumentare l’accelerazione del campo Merkaba della Terra. Inoltre ci sono persone che hanno avvertito l’incremento della velocità nei propri campi Merkaba, mentre sperimentavano il processo vibrazionale dell’“entrata” di questi semi stellari e dei livelli di coscienza superiori che portano con loro.


I Bambini della “Stella Blu” hanno aspettato fino a questo momento ad incarnarsi sul Pianeta. Hanno aspettato fino a che la griglia Paradiso fosse a posto ed un ampio gruppo di Operatori di Luce si muovesse attraverso la 9° Dimensione per sostenere la griglia di Coscienza Cristica. Una volta che questi due fattori si sono sistemati, i Bambini della “Stella Blu” sono riusciti ad incarnarsi per eseguire il loro lavoro speciale.


Nasceranno al Nono livello Dimensionale di Coscienza ed ancoreranno la loro incarnazione materiale nella Griglia Paradiso.


Figli della “Stella Blu"



L’ Energia e l’Armonica Cromatica su cui questi bambini si incarnano è un Raggio di un intenso Blu Zaffiro. in questo Raggio Zaffiro però,ci sono anche lampi di Luce Diamante Bianca. È come il Lampo Blu, un’infuocata energia cosmica di vibrazione molto elevata. Chi è riuscito a percepire la loro energia ha sofferto di capogiri, ha avuto sensazioni di “vuoto” ed ha sperimentato una disintossicazione, nella misura in cui i corpi sono “saliti” alla vibrazione di queste anime in arrivo, poiché aiutano ad elevare ulteriormente il Pianeta nel suo viaggio d’Ascensione.


Ciò che rende questi Nuovi Bambini unici e meravigliosi è che i loro schemi animici derivano dal Sistema Stella di Sirio e portano un nuovo schema sulla Terra che porterà i semi di un’ulteriore evoluzione e crescita spirituale umana nella Nuova Terra. Si, carissime anime, persino ora mentre la Nuova Terra sta nascendo, le Dimensioni Superiori si preoccupano di assicurare che l’umanità continui ad evolversi e a crescere attraverso le Ottave di Luce.


I Bambini della “Stella Blu” portano dentro di loro i semi della vita su un’Ottava d’Esperienza che comincia con la Nona Dimensione, il posto in cui la maggior parte di voi completerà il proprio viaggio d’Ascensione. I Bambini della “Stella Blu” manterranno un equilibrio che permetterà loro di proseguire il viaggio verso la Luce. Però per questo mancano ancora molte generazioni: questi bambini saranno semi e ciò che portano sarà condiviso con tutta la popolazione Cristallo o Cristica della Terra.


Mantenere la Pace ed Apportare Vitalità


Inizialmente, i bambini della Stella blu si incarneranno in tutte le comunità, ma cercheranno di incarnarsi in modo particolare nelle comunità indigene o con genitori che hanno legami stretti con le comunità indigene. La ragione di questo è che la prima parte del loro lavoro è dare nuova vita e nuove energie alle tradizioni Indigene della Terra.


Quando questi bambini si incarneranno in queste comunità, la loro presenza sarà come un Lampo Blu. Ci sarà una tale corrente di vitalità nella loro presenza che trasformerà e darà energia alle tradizioni e alla saggezza dei popoli Indigeni. Loro stessi onoreranno queste tradizioni praticandole con grande rispetto. Questo è necessario, affinché la popolazione della Nuova Terra impari ad accettare e ad onorare nuovamente la Saggezza della Terra delle Comunità Indigene. È necessario che queste comunità si scrollino di dosso qualsiasi sensazione di sfruttamento e di inadeguatezza e che onorino una volta ancora la saggezza della sorgente nelle loro tradizioni e nei loro rituali.


Inizialmente, inoltre, questi bambini saranno un punto d’ancoraggio per l’energia di Pace. La loro stessa presenza irradierà pace e tranquillità. Chi di voi ha recentemente avvertito la loro vibrazione, avrà anche notato quanto si senta sensibile e connesso al Flusso delle sensazioni del proprio Cuore. Questa è l’energia dei bambini della Stella Blu. Essi saranno immensamente potenti, ma sarà il potere dell’integrità assoluta e dell’allineamento con i Principi Superiori. Essi saranno completamente allineati con l’Energia del Cuore, e con la Luce della Sorgente a partire dalla loro nascita e non perderanno mai quella Connessione Superiore. Saranno potenti, ma saranno anche molti gentili. La loro stessa gentilezza creerà quello spazio di pace con cui arriverete a riconoscerli.


Perciò, carissimi Operatori di Luce, in mezzo al tumulto, al cambiamento e alle sfide di questo tempo speciale, siete davvero privilegiati ad accogliere sul vostro pianeta i Bambini dello sfavillante Raggio Blu!

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