mercoledì 23 agosto 2017

Vril Gesellschaft. La Societá del Vril - M.E. DE GRAYA - 27 LUGLIO 2017

martedì 22 agosto 2017

Matrix Non È Un Film. Ecco La Prova (Davvero Inquietante) Che Viviamo In Una Realtà Manipolata!!!

Quando nel 1999 vidi per la prima volta il film Matrix, mi accorsi a livello intuitivo che era molto di più di quello che appariva. Aldilà delle meravigliose scene di azione e del simbolismo filosofico ed esoterico, quello che mi aveva davvero colpito era la comprensione forse un pò paranoica, che l’intera umanità viveva davvero in “una prigione senza sbarre, una prigione per la mente”.
Dopo anni di studi e ricerche, sono arrivato alla comprensione che Matrix non è una realtà tridimensionale olografica simulata al computer, ma una gabbia energetica che intrappola le entità che si incarnano sulla Terra.
Anche per me, che sono sempre estremamente razionale e coerente, soprattutto quando realizzo i miei video di denuncia (www.youtube.com/user/prinzirob), non è facile lasciarmi andare a dichiarazioni tanto forti e pesanti, così a cuor leggero!!!
A tal proposito mi viene in mente una famosa citazione attribuita al filosofo Eraclito, che riguardo alla ricerca della verità disse: “Non troverai mai la verità, se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspettavi di trovare.”.
Io ero alla ricerca della verità, e mi sono imbattuto nella matrix!!!
Non me lo aspettavo, ma è quello che è successo!!!
Molti mi etichetteranno come “complottista”, ma io sono contro qualsiasi etichetta. Sono solo un essere umano che ricerca la verità, e come disse Eraclito, sono disposto ad accettare anche ciò che non mi aspettavo di trovare.
Come in questo filmato della Nasa del 3 Marzo 2017, intitolato “Space Station Crew Member Discusses Life in Space with Texas Students” (L’equipaggio della stazione spaziale discute della vita nello spazio con gli studenti texani):


Guardate il riflesso del tablet posizionato sulla gamba dell’astronauta, dal minuto 0.06 al minuto 0.23. Appare qualcosa di inquietante e incompatibile con un ambiente della stazione spaziale internazionale.
Guardate meglio in quest’altro filmato rallentato.


Cosa ci fanno nella Stazione Spaziale Internazionale delle figure incappucciate, con un mantello nero, e con addosso delle maschere inquietanti (demoniache è forse la parola più adatta) ?
Il filmato non è stato manipolato in alcun modo, e non so ancora per quanto tempo sarà disponibile sul canale youtube della Nasa, quindi vi invito a visionarlo, ed eventualmente a darmi la vostra versione di cosa è riflesso in quel tablet.
Io sono di mentalità aperta, e accetto qualsiasi critica costruttiva, purchè contribuisca a far alzare il livello delle argomentazioni.
Agli scettici e/o debunker che verranno qui solo per attaccare e offendere, voglio ricordare questa bella affermazione di Paolo Franceschetti:

“E’ vero, il complottista può essere un pazzo o un visionario. Ma è anche vero che l’anticomplottista, essendo uno che critica ciò che non conosce, è di conseguenza un cretino perché pensa che la realtà sia solo quella che ha capito lui. E’ uno quindi che quando una cosa non l’ha mai vista né sentita, anziché farsi venire qualche dubbio, inizia a cercare argomenti per confutarla a priori”.
Fonte tratta dal sito.

lunedì 21 agosto 2017

TAVISTOCK INSTITUTE. L’Istituto del Controllo delle Masse


Pochi sanno quanto il Tavistock Institute ha influenzato e influenzi tuttora, sia direttamente che indirettamente e in quale profondità, la nostra vita.

Fu istituito nel 1921 per studiare i disturbi mentali, derivati dall’esposizione al terrore che si genera in battaglia, sui soldati inglesi che sopravvissero alla I guerra mondiale. Il suo scopo era quello di stabilire, sotto il controllo dell’Ufficio della Guerra Psicologica dell’Esercito Britannico, il “punto di rottura” dell’uomo in condizioni di stress.



Tavistock Institute e Manipolazione Delle Masse


Tavistock sviluppò le tecniche del lavaggio del cervello di massa che furono usate per la prima volta sui prigionieri americani della guerra in Corea.

I suoi esperimenti con i metodi di controllo delle masse sono stati ampiamente usati sui cittadini americani, un subdolo e oltraggioso attacco alla libertà per mezzo di psicologia applicata ad aree di territorio circoscritte.

Nel 1932, un rifugiato politico tedesco, Kurt Lewin, diventò il direttore del Tavistock Institute, e un anno dopo andò negli Stati Uniti sempre come “rifugiato”, in realtà il primo di molti infiltrati, e fondò la Clinica di Psicologia di Harvard, da dove fu originata la campagna di propaganda per orientare i cittadini americani contro la Germania e coinvolgere l’America nella II Guerra Mondiale.

Nel 1938 Roosevelt fece un accordo segreto con Churchill che permetteva al Consiglio Esecutivo per le Operazioni Speciali inglese di controllare l’indirizzo politico degli Stati Uniti, in pratica cedendo la sovranità del popolo americano all’Inghilterra.

Per mettere in pratica questo accordo Roosevelt inviò il generale Donovan a Londra perché venisse indottrinato prima di istituire l’OSS (l’attuale CIA). La CIA da sempre opera secondo le direttive impostate dal Tavistock Institute. Il Tavistock Institute ha originato il bombardamento di massa sulla popolazione civile tedesca ordinato da Roosevelt e da Churchill, come mero esperimento di terrore di massa, mantenendo le registrazioni dei risultati come se si stessero osservando delle “cavie” in “condizioni di laboratorio controllate”.


I video seguenti sono solo un esempio


Tecniche di Manipolazione Mentale Prima Lezione





the-tavistock-institute
Tavistock oggi

Nel 1947 il Tavistock Institute ha assunto la sua forma definitiva e d’allora è una organizzazione indipendente che cerca di abbinare, alla pratica professionale, la ricerca nell’ambito delle scienze sociali.

I problemi che si incontrano nel porre in esistenza una istituzione, quelli inerenti alla sua struttura organizzativa e alle varie modifiche, vengono esaminati dal Tavistock Institute in ogni settore — governo, industria, commercio, assistenza sanitaria, assistenza sociale, educazione ed istruzione, ecc. — a livello nazionale ed internazionale e i suoi clienti si estendono dai piccoli gruppi di comunità fino alle multinazionali.

Un’area in crescita è lo studio di nuovi programmi sperimentali particolarmente nel campo della salute, dell’educazione e nello sviluppo di comunità.

Ci sono tre elementi che rendono insolito, se non unico, il Tavistock Institute: 
  1. è indipendente per il fatto che si auto-finanzia, con nessun supporto dal governo o da altre fonti 
  2. essendo orientato alla ricerca si pone fra, ma non inserito, il mondo accademico e l’ambito della consulenza 
  3. i campi di suo interesse includono l’antropologia, l’economia, i comportamenti delle organizzazioni, le scienze politiche, la psicoanalisi, la psicologia e la sociologia. 

L’ideologia delle Fondazioni americane è stata creata dal Tavistock Institute. L’istituto iniziò occupandosi della “scienza del comportamento” seguendo le linee Freudiane del “controllo” degli esseri umani diventando il centro mondiale dell’ideologia delle fondazioni. Il raggio di azione dei suoi network ora si estende in tutto il mondo e comprende le diverse fondazioni, istituti di ricerca e di ogni altro genere, università, servizi segreti, multinazionali, per citarne alcuni, la lista è molto lunga.

Al personale di molte multinazionali è richiesto che si sottoponga all’indottrinamento fornito da uno o più istituti fra quelli controllati da Tavistock.
Tecniche di Manipolazione Mentale Seconda Lezione





Rammollire l’individuo

Tutte le tecniche delle fondazioni americane e di Tavistock hanno un unico scopo: stroncare la forza psicologica di un individuo e renderlo debole, impotente e controllabile.

Qualsiasi tecnica che induce al crollo dell’unità familiare e dei principi morali che una famiglia può dare ai suoi membri, viene usata dagli scienziati di Tavistock come arma di controllo di massa.

I metodi della psicologia Freudiana comportamentale inducono disturbi mentali permanenti destabilizzando il carattere di chi si sottopone a quei trattamenti.

Alle vittime viene poi raccomandato di “instaurare nuovi rituali di interazione personale”, che significa indulgere in brevi rapporti sessuali che realmente lasciano i partecipanti alla deriva senza stabili relazioni sociali nella loro vita.

Il Tavistock Institute ha sviluppato un potere così grande negli Stati Uniti che nessuno riesce ad ottenere un posto di rilievo in qualsiasi campo se non è stato addestrato nella scienza comportamentale a Tavistock o in uno dei suoi centri consociati. Praticamente non c’è campo, da quello dell’istruzione a quello della salute, che non sia sotto l’influenza di Tavistock.





Tecniche di Manipolazione Mentale Terza Lezione




C’è un denominatore comune che identifica tutte le strategie di Tavistock: l’uso di droghe.

L’infame programma della CIA denominato MK Ultra causò parecchi morti. Durante il programma a degli ufficiali della CIA fu somministrato LSD, a loro insaputa. Il Governo americano ha dovuto pagare milioni di dollari ai familiari delle vittime ma i colpevoli non furono mai incriminati. Il risultato di tale esperimento fu la “contro cultura” del LSD degli anni ’60, “l’amore libero” e la “rivoluzione studentesca”, che fu finanziata con 25 milioni di dollari dalla CIA. Tutte le registrazioni degli esperimenti sono state distrutte dal capo del MK Ultra.

La CIA condusse anche esperimenti in Canada e pagò il Dr. Herbert Kelman per svolgere ulteriori esperimenti di controllo mentale. Negli anni ’50 versò moltissimo denaro al presidente dell’Associazione degli Psicologi Canadesi (CPA) per dare a 53 pazienti del Royal Victorian Hospital di Montreal, forti dosi di LSD e perché registrasse le reazioni che avvenivano. Per settimane i pazienti ricevettero dosi di LSD mentre dormivano seguite da elettroshock e comandi ipnotici.

I programmi della CIA, preparati da Tavistock, hanno sempre conclusioni nefaste perché tutti gli sforzi dell’istituto sono diretti a causare crolli ciclici in diverse aree geografiche.

Oggi il Tavistock Institute opera con un network di Fondazioni, raccogliendo fondi per oltre 6 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti, pagati dai contribuenti. Il suo operato si estende al mondo intero, compreso la piccola Italia. 10 grandi istituzioni sotto il suo diretto controllo con altre 400 succursali, 3000 altri gruppi di studio nei soli Stati Uniti, e altri istituti di ricerca danno origine a programmi di diverso genere per promuovere il controllo delle masse e le scienze comportamentali.

Ci sono istituti e fondazioni di fama mondiale controllati direttamente o indirettamente, anche se il legame spesso non è facilmente riconducibile a Tavistock, ed è necessario seguire il filo d’Arianna attraversando lussuosi corridoi ed uffici per scoprire i due estremi della linea che collega le varie istituzioni.

Uno di questi è il MASSACHUSETTS INSTITUTE OF TECHNOLOGY (MIT), quasi tutti pensano che sia un’Istituzione puramente americana, ma non è così.
Puoi comprendere il potere di Tavistock dal potere delle istituzioni stesse da esso controllate.

Alcuni clienti del MIT sono: 
  • American Management Association 
  • Il Comitato per lo Sviluppo Economico 
  • GTE (General Telephone Electronics) 
  • L’Istituto per l’Analisi della Difesa (IDA) 
  • NASA 
  • L’Accademia Nazionale delle Scienze 
  • Il Concilio Nazionale delle Chiese 
  • Sylvania 
  • TRW (uno dei maggiori produttori di apparecchiature per l’industria ed il governo americano incluso per i servizi di informazione, aerospaziali, militari.) 
  • L’Esercito degli Stati Uniti 
  • Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti 
  • La Marina degli Stati Uniti 
  • Il Ministero del Tesoro degli Stati Uniti 
  • Volkswagen
Si possono aggiungere la Fondazione Rockfeller e l’istituto Carnegie e altre ad essi correlati, sono davvero tanti, ma lo scopo di tutto questo si riassume in poche parole: “Controllo del comportamento di masse e individui.”

L’ente che possiamo considerare come il braccio destro di Tavistock è la Società per la Ricerca e lo Sviluppo, (Research And Development Corporation ) meglio nota con il suo acronimo RAND.

La RAND controlla la linea di condotta politica degli Stati Uniti ad ogni livello. Specifica regolamentazione elaborata dalla RAND che diventa operativa include i programmi per i missili intercontinentali balistici, linee di condotta da tenere con gli stati esteri, i programmi spaziali, progetti sul nucleare, analisi delle industrie, centinaia di progetti militari, i programmi della CIA che utilizzano peyote e LSD e droghe più moderne per l’alterazione di stati mentali.

Alcuni clienti americani della RAND, fra i molti, includono:
  • AT&T (American Telephone and Telegraph Company) 
  • Chase Manhattan Bank 
  • IBM (International Business Machines) 
  • National Science Foundation 
  • Il Partito Repubblicano 
  • TRW 
  • L’Aeronautica degli Stati Uniti 
  • Il Dipartimento della Salute degli Stati Uniti 
  • Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti
Le tecniche usate, apparentemente diverse e dai differenti nomi si riassumono in questo: “Lavaggio del cervello”.

Gli operatori sono di solito psicologi, psichiatri, sociologi, esperti di droghe e altri personaggi esperti di de-programmazione. Tavistock ha addestrato psichiatri nelle tecniche di lavaggio del cervello che a loro volta le hanno esportate in università di diversi stati del mondo. Alcuni di essi si sono resi responsabili di aver programmato e diretto azioni di “pulizia etnica” e di terrorismo internazionale. Jovan Rascovich e Radovan Karadviz sono due psichiatri serbi addestrati nelle tecniche di Tavistock, ideatori della Grande Serbia e responsabili della “pulizia etnica” in Bosnia.

Le tecniche del lavaggio del cervello di Tavistock giunsero anche all’Università Patrice Lumumba di Mosca che sfornò psichiatri che entrarono nelle file del terrorismo internazionale, molti dei quali leaders o consiglieri diretti di leaders di gruppi terroristici.

Analizzando queste informazioni, si può comprendere che le tecniche del terrorismo e quelle di coloro che dichiarano di combatterlo hanno la stessa origine.



Tecniche di Manipolazione Mentale Quarta Lezione



La paura e il condizionamento

Per poter condizionare esseri umani in massa è necessaria la paura come “catalizzatore”, come “co-agente”. Le persone spaventate accettano maggior controllo su se stesserinunciando alla propria sovranità in cambio di maggiore protezione. Quando delle persone, “rammollite” privandole dei valori etici e morali, hanno paura, diventano facilmente effetto di messaggi di qualunque genere, accettano soluzioni assurde come la pena di morte, la pulizia etnica o l’impiego di kamikaze come mezzi per ottenere pace e giustizia, aumentando il caos esistente e la richiesta di misure restrittive.

Qualunque cosa i media dicano viene accettato come verità, quando è solo un testo preparato dalle agenzie di PR, che come fondamento ha solo la fantasia di chi l’ha scritto e la sua abilità di far sembrare bianco il nero. Un esempio di questo lo trovi negli spazi che vengono sempre più inseriti nei palinsesti delle varie TV dedicati agli “opinionisti”.

Facciamo un esempio per capire come funziona. Viene posto un quesito: “Si dovrebbe permettere la vendita di farmaci da banco anche nei supermercati?” Appaiono immagini di persone intervistate, scelte fra le più adatte, alcune a favore, altre contro, poi l’opinionista conclude dicendo che i pareri opposti si equivalgono (così non si da torto a nessuno) e che comunque è meglio che i farmaci rimangano in farmacia. Ma avrebbe potuto dire che è giusto che vengano venduti anche nei supermercati, tutto dipende da chi è il cliente rappresentato, le associazioni di farmacisti o quelle delle derrate alimentari.

Io credo che la soluzione che verrà adottata sarà un compromesso fra i due potenti gruppi: i farmaci potranno essere venduti anche nei supermercati, ma in un’area confinata, come il banco del pane o del pesce, e al banco dei farmaci ci dovrà essere un laureato in farmacia che dovrà consigliare i clienti e che quindi si accerterà che non vi siano indebiti acquisti, ecc. Il tutto verrà fatto passare come un beneficio per chi compra, perché costeranno meno, essendoci concorrenza, e per i nuovi posti creati per impiegare i laureati in farmacia che non possono aprirsene una propria. Tutti, incluso governo, sindacati, le varie associazioni di consumatori, faranno bella figura, per lo meno fino a quando la maggior parte delle persone rimarrà convinta che i farmaci curino.

Tecniche di Manipolazione Mentale Quinta Lezione



Tavistock è strettamente legato con la psichiatria e l’industria farmaceutica, perché ha bisogno di entrambe le cose per attuare i suoi piani.

Un clima di tensione genera ansietà e “depressione” e prontamente arrival’aiuto del cartello farmaceutico con gli psicofarmaci, dando un’ulteriore spinta al degrado dell’umanità.

La paura delle “gravi malattie” come cancri, tumori, Aids, pandemie ecc. viene utilizzata per spillare soldi “per la ricerca” per cure che ovviamente non verranno mai trovate, sia perché i presupposti sono errati, sia perché non c’è alcuna intenzione da parte della medicina e della ricerca ortodossa di farlo.

I programmi per raccogliere fondi sono preparati in modo accurato a partire dalla campagna dì sensibilizzazione, la scelta del periodo (E’ Natale, siamo tutti buoni, Jingle bells, Jingle bells, ecc.) le emozioni da coinvolgere (compassione, speranza, paura). La maggior parte delle donazioni andrà all’industria farmaceutica e agli istituti da essi controllati che faranno la “ricerca”, il resto per pagare tutto il carrozzone della rappresentazione, gli spettacoli abbinati, gli organizzatori, i conduttori delle varie trasmissioni e i benefits per chi ha collaborato affinché la festa riuscisse.

La verità è che non occorrono nuovi farmaci (ovvero nuove combinazioni di sostanze tossiche), ma bisognerebbe educare le persone e portarle alla comprensione che i farmaci realmente non hanno mai guarito nessuno, a meno che per guarigione non si intenda repressione di sintomi o compressione di un tumore “con un po’ di chemio,” facendo credere che il male sia regredito.








Tecniche di Manipolazione Mentale Sesta Lezione



Tavistock è un istituto molto particolare, non parteggia per una corrente politica o un’altra. Infatti, si trova un gradino al di sopra delle lotte di vario genere che affliggono il pianeta. Che vinca la destra o la sinistra, la Russia o l’America, la Cina o la Corea, o il terrorismo, a Tavistock non importa niente, l’importante è che ci sia instabilità, insicurezza e paura, condizioni necessarie per il condizionamento delle masse.
Tecniche di Manipolazione Mentale Settima Lezione

Il Cambiamento

Se ti stai domandando perché vi siano organizzazioni che si stanno dando un gran da fare al punto che tutto può sembrare fantascientifico, allora occorre qualche spiegazione in più.

In natura niente è immutabile, tutto cambia. Le varie civiltà si sono formate e si sono evolute nella direzione impostata dalle regole formulate dai leader della comunità, fino a quando i principi su cui esse si fondavano sono stati mantenuti in esistenza. Quando al potere sono giunti individui prepotenti e disonesti, oltre che emeriti imbecilli come statisti, le civiltà sono decadute per poi estinguersi.

Gli scienziati di Tavistock, ma non solo loro per fortuna, studiando il momento in cui le varie civiltà hanno iniziato il loro declino hanno rilevato che tale declino avviene quando gli individui non si attengono più ai principi che sono il sostrato stesso della civiltà.

I principi sono punti di riferimento che permettono ad un individuo di orientarsi favorevolmente nella vita. Senza di essi un individuo è alla deriva, non sa più cosa è giusto o sbagliato e le sue azioni sono spesso basate su conclusioni che lo fanno cadere sempre più in basso, fino al punto che non può più rialzarsi.

Gli esperti di Tavistock, e i loro colleghi che operano nelle migliaia di sedi degli istituti consociati sparsi in quasi tutto il mondo “occidentale”, applicando i fattori che sono causa di decadimento della società, provocano tramite i media, opinion leaders, agitatori di varia natura, eventi che portano a sostanziali cambiamenti favorevoli per i loro clienti, siano essi multinazionali o governi. In questo modo, stili di vita, che non possono condurre che verso la distruzione di chi li adotta, vengono introdotti per causare i cambiamenti voluti a favore dei clienti.


Tecniche di Manipolazione Mentale Ottava Lezione


In che modo e per chi un cambiamento verso la distruzione può essere desiderabile?

Una guerra è favorevole per i fabbricanti e mercanti di armi, per le aziende che si occuperanno della ricostruzione, ecc. La falsa informazione sulla salute e sull’alimentazione, crea una popolazione ignorante e dalla salute in precario equilibrio, a favore dell’universo della salute e delle multinazionali delle derrate alimentari.

Il risultato di quei cambiamenti indotti con la tecnologia di Tavistock, è una popolazione che riesce a differenziare sempre meno il vero dal falso e con diminuita capacità di valutare il vero valore delle cose.

Tale popolazione accetterà, senza protestare molto, servizi scadenti,tassazioni elevate, trattamenti per malattie che in realtà sono progressivi avvelenamenti, riduzione di diritti ecc. Questo favorisce, per esempio, la facile vendita di prodotti scadenti di breve durata sul mercato, con immenso spreco delle risorse dei singoli cittadini a favore dei produttori di tali “beni”. La qualità non è più una costante, ma un lusso.

Per Tavistock il nemico è la verità in quanto le sue tecniche si fondano sulla menzogna. Tutte le operazioni e programmi che vengono portati avanti da individui addestrati a Tavistock o da altre istituzioni satelliti hanno un nobile intento apparente di aiuto e solidarietà, dietro al quale si nasconde quello vero: il malvagio intento di controllare il comportamento di ogni individuo a favore dei grandi interessi economici del pianeta.


Tecniche di Manipolazione Mentale Nona Lezione



Conclusione

A seguito di quanto hai letto nell’articolo, osserva i conduttori delle varie trasmissioni TV e dei vari TG e ti accorgerai che stanno vendendo per qualcuno, fosse anche solo per mezzo di un commentino buttato lì, apparentemente per caso. Ti ricordi la pandemia aviaria? Non ne parla più nessuno. Ma allora tutto il mondo dei media è entrato in movimento e ha fatto un bel can can. I governi hanno comprato milioni di dosi di vaccini, sono stati stampati manuali di sopravvivenza contro la pandemia, molte persone chiedevano in farmacia il “vaccino contro la pandemia, quella malattia lì degli uccelli”. Ogni tanto veniva data notizia che il tale istituto di ricerca aveva trovato il vaccino contro il virus dei polli, e così via. Bene hai assistito all’attuazione di un programma elaborato con le tecniche di Tavistock. E non puoi non aver notato che alcuni direttori di telegiornali non si lasciano scappare l’occasione di raccomandare di vaccinarsi per l’influenza ad ogni momento.

Oggi è necessario osservare e chiedersi, quando tramite i media viene sottoposto un affare vantaggioso che richiede la nostra approvazione, per chi sarà vantaggioso, come il passaggio dalla lira all’euro, tanto per fare un esempio. Altrimenti i polli saremo noi, e un po’ già lo siamo, ma siamo ancora in tempo per far regredire la mutazione.

Fonte tratta dal sito.

domenica 20 agosto 2017

LA SINDROME DI STENDHAL E IL MOSTRO DI FIRENZE

IL FILM
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La poliziotta Anna Manni (Asia Argento), della squadra romana antistupro, viene mandata dal suo superiore Manetti (Luigi Diberti) da Roma a FIRENZE per trovare un pericoloso MOSTRO che ha già stuprato e ucciso molte donne. Alla galleria degli Uffizi la ragazza sviene davanti a un’opera di Bruegel in preda alla Sindrome di Stendhal. È un ragazzo biondo, Alfredo (Thomas Kretschmann), a prestare soccorso per primo ad Anna. In realtà questi non è altri che il maniaco omicida : in seguito infatti s’introduce nell’albergo dove la detective alloggia e la violenta. Anna si risveglia in una macchina, dove lo psicopatico violenta e uccide un’altra vittima. Anna riesce però a fuggire e viene ritrovata dai colleghi. Il trauma subito pare non scomparire dalla sua mente e Manetti le consiglia di rivolgersi ad uno psichiatra, Cavanna (Paolo Bonacelli). A casa la ragazza riceve la visita di Marco (Marco Leonardi), il suo fidanzato, che è preoccupato per lei e le mette le mani addosso, ma Anna, ancora scioccata, lo respinge. Nel frattempo l’assassino trova un’altra vittima, la commessa di un negozio che, ignara, si fa sedurre da lui e viene uccisa. Anna poi racconta a Cavanna di avere dei gravi problemi e di essere masochista, quindi il dottore le consiglia di tornare da suo padre (John Quentin) e dai suoi fratelli a Viterbo, dov’è nata. Lì lei ha un flashback sulla sua infanzia e su sua madre, prematuramente scomparsa, ma anche a VITERBO Alfredo la raggiunge e la cattura nuovamente. Anna si risveglia vicino a una cascata, ma stavolta riesce a vendicarsi e ferisce a morte l’aggressore, che cade in acqua. Tuttavia le ricerche della polizia non hanno alcuna svolta : il corpo dell’uomo non viene rinvenuto. Intanto Anna torna a Roma, dove incontra un ragazzo francese, Marie (Julien Lambroschini), con il quale vive una storia d’amore. Ma l’ombra di Alfredo perseguita Anna che s’impossessa di lei e uccide sia lui che Cavanna. Marco scopre tutto, ma fa anche lui la stessa fine. Il film termina con la poliziotta che viene ritrovata dai colleghi per strada in stato confusionale.
I DELITTI DI FIRENZE E LA PRIMAVERA DEL BOTTICELLI
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Confrontando i delitti commessi a Firenze con “La Primavera” del Botticelli – uno dei quadri nella galleria degli uffizi sul quale le telecamere si soffermano a lungo nelle scene iniziali – si notano immediatamente delle coincidenze sorprendenti.
1) Ad una delle vittime (Carmela De Nuccio) venne messa in bocca una collana; una delle figure del quadro del Botticelli ha, per l’appunto, una collana di fiori in bocca.
2) Solo una delle vittime fu pugnalata alla schiena (Susanna Cambi). E solo una delle figure del quadro ha la schiena scoperta.
3) Solo ad una delle vittime fu asportato un seno. Si tratta di Pia Rontini. Pia= pietosa, ma anche virtuosa. E’ infatti la Grazia della Bellezza (virtù). Delle tre Grazie è quella col seno sinistro scoperto e infatti viene mutilata proprio al seno sinistro. La Grazia in questione ha una collana con pendente a forma di croce. E a Pia viene strappata la collanina e rubato il pendente, guardacaso a forma di croce.
4) Solo una vittima non venne mutilata, o accoltellata, ma le vennero solo sparati alcuni colpi di pistola; è Antonella Migliorini, e nel quadro infatti una sola figura, delle tre Grazie, è completamente vestita, non lasciando scoperto nulla.
5) Nadine Mouriot è Venere. La Venere della Primavera è in questo quadro un po’ anomala in quanto è coperta, vestita… ma la Venere iconografica classica, in tutti i dipinti o sculture (es. Nascita di Venere del Botticelli), è solitamente rappresentata nuda mentre con una mano si copre il pube e il seno destro, quasi indicando e lasciando in vista quello sinistro. Infatti a Nadine il seno sinistro viene escisso e inviato in procura; e le viene escisso anche il pube. Insomma le due parti corporee che la Venere solitamente si indica e tocca nei dipinti di iconografia classica, vengono poi mutilate a Nadine.
6) Stefania Pettini. Stefania = corona, ghirlanda. Corona, come la prima Sephirah della Cabala, infatti è anche quella che apre la serie dei delitti. Nel dipinto Stefania è la Dea Flora, la seconda sulla destra, ha una corona di fiori in testa e una ghirlanda al collo; è la Dea della Primavera e degli alberi da frutto, compresi i vigneti. Infatti le viene infilato un tralcio di vite nella vagina, per rimarcare che è la dea della natura, appunto Flora, protettrice dei vigneti, la primavera.
7) Uno degli omicidi (quello dei tedeschi) fu compiuto a danno di due uomini; la versione ufficiale è che, avendo i capelli lunghi, il gruppo di assassini li scambiò per una coppia, e li colpì per sbaglio. Ma questa versione non quadra con il fatto che le altre vittime erano state scelte invece accuratamente da giorni o mesi prima. Osservando il quadro si nota che l’ultima figura sulla sinistra è un uomo coi capelli lunghi. Ecco quindi la ragione per la quale si scelgono due uomini per uno dei duplici omicidi.
Le coppie infatti erano scelte, sì, nel momento prima che si accoppiassero, per ragioni esoteriche (e perché in alto, nel quadro, è raffigurato Cupido). Ma questa volta doveva essere colpito un uomo. Anche la serie di delitti è possibile raggrupparla come sono raggruppate le figure. La sequenza temporale dei delitti di Firenze infatti vede un primo delitto isolato dagli altri, nel 1974, poi un intervallo di tempo, seguito da due delitti, e poi quattro delitti in successione. Abbiamo infatti due gruppi di figure, uno da quattro e uno da due. Quindi abbiamo, dopo anni di silenzio, due delitti nel 1981, poi quattro delitti, uno dopo l’altro, ’82, ’83, ’84, ’85. Nei delitti commessi dal gruppo di persone che erano dietro alla vicenda, i sette duplici omicidi riproducono quindi simbolicamente le sette figure del quadro del Botticelli.
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Il quadro del Botticelli rappresenta, secondo alcuni studiosi, il canto 28 del purgatorio, della Divina Commedia di Dante Alighieri (che non sfugge alle inquadrature iniziali). Il titolo, La Primavera, si deve al fatto che in quel canto Dante arriva in un giardino incantato, l’Eden, da cui poi si accederà al Paradiso. E in questo giardino, come dice Dante al verso 143, è sempre primavera: “qui fu innocente umana radice, qui primavera sempre”. Analizzando poi la posizione delle mani delle varie figure, è riprodotta una data, il 14 marzo 1319. Secondo alcuni studiosi questa data si deve al fatto che in quel giorno ricorreva l’equinozio di primavera; la spiegazione è ovviamente demenziale, perché non ci sarebbe stato motivo di riprodurre in forma criptata una data così innocua. Tale data invece è quella in cui vennero ricostituiti i Templari, ad opera della bolla “Ad ea ex quibus” da parte di Giovanni XXII. La Primavera del Botticelli, quindi, si chiama così anche perché la primavera è collegata con la rinascita, e quella data segna la rinascita dei Templari, una sorta di “primavera templare”. Il fatto che venga riprodotto il quadro spiega anche un’altra cosa su cui mi sono scervellato per parecchio tempo. Mi sono domandato perché nella fiction di Fox “Il mostro di Firenze” la sigla di apertura riproducesse parte di una canzone delle Orme (Gioco di Bimba) che faceva: “DONDOLA DONDOLA IL VENTO LA SPINGE…”. Il film è zeppo di riferimenti e simbologia, e quindi era ovvio che la canzone non fosse scelta a caso. Mi domandai quindi che c’entrava il vento con i delitti del Mostro. E la spiegazione la troviamo nel fatto che la figura in alto a sinistra, quella che regge la prima figura a destra, ovverosia, simbolicamente, Carmela De Nuccio, è Zefiro, il Vento. Uccidendo le vittime, quindi, la Rosa Rossa ha riprodotto simbolicamente il quadro del Botticelli.
Perché, come abbiamo detto in un altro articolo, tali delitti dovevano consacrare col sangue Firenze alla Rosa Rossa, propiziandosi gli anni a venire e rendendo la città toscana la culla ideale dell’organizzazione. Si “consacrava” il territorio fiorentino. Firenze – non lo scordiamo – è la città di Dante, la cui opera contiene in forma simbolica e criptata buona parte delle conoscenze rosacrociane, e a cui si ispira l’organizzazione per i delitti da essa commessa. Non a caso nel film “Il nome della Rosa” il libro segreto (che non è la commedia di Aristotele, ma la commedia di Dante”) è definito “il libro per cui si uccide e con cui si uccide”.
Tali delitti cioè, preparano a Firenze una specie di Eden; vengono commessi, dal punto di vista esoterico, per poter accedere poi al Paradiso. Preparano una specie di paradiso in terra per la Rosa Rossa, rendendo Firenze la loro città ideale. Anche le altre vittime, quelle maschili, non sono state scelte a caso. Capire la simbologia dei nomi, e il loro significato esoterico, non è cosa semplice, perché occorre rifarsi al significato ebraico della lettere e delle parole; salta però agli occhi che il nome della prima vittima è Pasquale Gentilcore. Ora, l’incipit della “Vita Nova” di Dante è proprio “A ciascun alma presa e gentil core”, e non a caso nel romanzo Hannibal, il protagonista fa dono proprio di questo libro alla moglie del commissario Pazzi. Il primo omicidio è quindi quello di Stefania Pettini e di Pasquale Gentilcore, ed entrambi i nomi indicano che quello è l’inizio delle serie. L’inizio di una Vita Nova per Firenze e per la Rosa Rossa. Infatti, non a caso, Firenze, come scrive il giornalista Mario Spezi in un suo libro, è una delle città con il maggior numero di delitti inspiegabili e inspiegati che non trovano mai un colpevole. Un paradiso, insomma, per la Rosa Rossa.
Fonte tratta dal sito .

sabato 19 agosto 2017

I RITUALI DEL MOSTRO DI FIRENZE

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Uno dei maggiori rappresentanti del satanismo contemporaneo,Micheal Aquino, è – oppure è stato – un ufficiale del controspionaggio americano. Il suo specifico settore è – o era – la guerra psicologica e le tecniche di disinformazione. E lui che ha fondato II Tempio di Set, ma era anche il suggeritore occulto di Anton La Vey, fondatore, quest’ultimo, nel 1966, della prima setta satanica, almeno pubblicamente dichiarata tale, in America: la Chiesa di Satana. La Vey, alias Howard Levy era un ex domatore. Aquino gli suggeriva i rituali ispirati ai racconti di Lovecraft. Però, il più ascetico Aquino, per i suoi rituali, nel suo tempio, preferiva il fuoco sull’altare, alle belle vergini nude di La Vey (anche se le giovani usate dall’ex-circense, disinibito e gaudente, tanto vergini non dovevano essere). Ho già anticipato come il mostro di Firenze, quello autentico, sia, o sia stato, investito di una qualche funzione pubblica. Mi rendo conto di mettere il carro davanti ai buoi, ma preferisco riservare alla fine l’elencazione degli indizi che suffragano l’ipotesi. Tuttavia, una prima indicazione generale appare dalla dinamica dei delitti. La quasi certezza dell’impunità sembra guidare i suoi movimenti, come se, nel caso fosse scoperto in flagrante, potesse giustificare la sua presenza sui luoghi dei delitti con un atto d’ufficio. Ho già indicato il particolare e perverso sentimento di giustizia che lo sosterrebbe come una sorta di alibi morale. Forse il mostro pensa di essere una ‘mano di Dio’, magari la sinistra, come immaginava probabilmente di se stesso il feroce inquisitore Corrado di Marburgo. Qualcuno che punisce con la morte e la mutilazione l’impudicizia, l’adulterio e la promiscuità sessuale. Qualcuno che trova nell’impotenza la sua forza morale, e nella conseguente inibizione libidica il riscatto della potenza distruttrice. Come abbiamo visto, la tesi degli investigatori ufficiali è tutt’altra. Si è attestata sul gruppo, sulla setta satanica. Ma andiamo per ordine. Cerchiamo di fare un minimo di chiarezza nel pullulare delle sette demoniache. Di tentare una catalogazione criminologica. Riconosco che occorre un lettore paziente e forte di stomaco. Oltreché nel satanismo, bisognerà affondare un pur fugace sguardo anche nel cannibalismo, al primo in parte contiguo. Prima di tutto, e per alleggerire, un accenno alle effusioni amorose. “Che cosa è un bacio? non è il desiderio ardente di aspirare una parte dell’essere amato?” diceva Giacomo Casanova, grande intenditore di baci. “Aspirare”, nel senso usato dal grandissimo scrittore settecentesco (in parte poco conosciuto come tale, almeno in Italia, dove la traduzione e l’edizione completa delle Memorie scritte da lui medesimo è del 1999), può essere sinonimo di ‘assimilare’, ‘inglobare’, o meglio ancora ‘incorporare’. Gli amanti si rivolgono frasi del tipo: “ti mangerei”. Così si esprime la madre col figlio lattante, mentre lo tiene teneramente tra le braccia. Accennando in questo modo ai baci, si parla di ‘cannibalismo metaforico’. Qui il desiderio di incorporare l’oggetto amato per possederlo in maniera definitiva, è fortunatamente soltanto traslato, in modo metaforico, appunto. “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, recita il proverbio. Ma noi non possiamo restare tranquillamente sulla spiaggia litoranea. Dobbiamo “attraversare la grande acqua”, come direbbero i Ching. Che succede quando il ‘cannibalismo metaforico’, non è più tale, ma viene messo in pratica? Cosa succede quando il salto, da metaforico a reale, è qualitativo, vale a dire quando dall’espressione affettuosa linguistica si passa all’azione concreta di mangiare un essere un umano? In una società civile lo scarto è abissale, non esistono gradazioni intermedie, l’uomo che mangia un proprio simile è davvero tutt’altra cosa. Lasciamo da parte le giustificazioni scientifiche sul cannibalismo tribale, secondo le quali il passaggio alla concretezza dell’azione sembrerebbe dipendere innanzitutto da una carenza biochimica, dalla deficienza di serotonina per l’esattezza. Succede che il ‘cannibalismo metaforico’ diventa ‘cannibalismo profano’. L’aggettivo ‘profano’, a sua volta, distingue un fenomeno da un altro, definito ‘rituale’, isola cioè la pratica di intere collettività (per lo più appartenenti al passato) che si attengono a una serie di precetti, regole, gerarchie, valori simbolici e alimentari. Queste regole sono disprezzate dal cannibale profano, o se le rispetta, esse sono adattate ad hominem. I mangiatori di uomini profani sono singoli individui isolati, i quali agiscono in preda a impulsi sessuali incontrollabili. Essi assimilano davvero l’oggetto del desiderio. Incorporano realmente le carni della vittima prescelta. Questi cannibali profani hanno nomi e cognomi. Ecco alcuni fra i più importanti, senza la presunzione di fornire una lista completa: Friedrich Heinrich Karl Haarmann, il cosiddetto “Lupo mannaro di Hannover”, un informatore della polizia che aveva anche ottenuto il patentino di investigatore (Germania,1875-1925). Albert Fish, “l’orco di Westchester” (Stati Uniti, 1870-1936). Jeffrey Dahmer, il famoso “Cannibale di Milwaukee” (Stati Uniti, 1960-1994). Andrej Romanovic Chikatilo, professore di letteratura detto il “Mostro di Rostov” (Russia, 1936-1994). La coppia Ottis Elwood Toole e Henry Lee Lucas (Stati Uniti), su cui ritornerò di seguito. La lista non è completa, ne manca qualcuno, ce ne sono molti in Giappone, per esempio. l cannibali profani’ altro non sono che alcuni tra i più feroci serial killer del XX secolo. Sulle spiegazioni sociologiche e psichiatriche che analizzano le loro efferatezze non parlerò in questo momento. Mi interessa solo evidenziare un tratto che hanno tutti in comune e che li differenzia dal mostro di Firenze. Hanno tutti violato sessualmente le loro vittime, chi in un modo e chi in un altro. L’atto cannibalico è il coronamento di un’aggressività sessuale esasperata, la fase orale non superata che assume forme psicotiche, direbbe Freud.
Nel caso del mostro di Firenze, l’oggetto del desiderio, è un oggetto disprezzato, e la brama sessuale assume i tratti della vendetta, dell’odio giustizialista. Il soggetto della nostra ricerca non ha mai violentato le sue vittime, le ha solo freddamente uccise e mutilate, con perizia tecnica e distacco. Anche lui, come gli altri, ha prelevato alcune parti anatomiche, solo però dal pube e dal seno delle vittime femminili. Ma cosa ne ha fatto? Se le è mangiate come facevano gli altri? (Da notare che nessuno dei cannibali sopra citati ha una particolare predilezione per gli organi genitali o per le zone erogene). Parrebbe di no, ogni finalismo nutrizionale come coronamento della soddisfazione sessuale sembrerebbe da escludere. Niente ‘cannibalismo profano’, quindi. Forse è da questa constatazione che nasce la congettura più estrema. Un’ipotesi tratta dalla letteratura criminologica potrebbe essere quella del muti morder.
“Con il termine muti morder s’intende l’azione di ottenere da un individuo vivo organi umani da impiegare nella preparazione, insieme ad altri ingredienti, di una pozione da impiegare in pratiche ‘mediche’ al fine di risolvere i problemi di un altro individuo, quali ad esempio l’impotenza, malfunzionamenti del sistema circolatorio e del sistema nervoso e più in generale per aumentarne la fortuna”.
Nel silenzio delle fonti dirette, e pescando dalle indiscrezioni mediatiche, parrebbe che l’ipotesi investigativa fosse questa: i poveri resti delle ragazze uccise e mutilate sarebbero stati seccati, o triturati, per preparare, mescolati a chissaché, un qualche beverone, in funzione di pozione magico-demoniaca. L’operazione sarebbe stata compiuta da qualcuno che non avrebbe – secondo l’architettura neogotica “giuttariana”, per quanto appare su certi giornali, e che definirei fumettistica – nemmeno assistito personalmente ai delitti, ma atteso comodamente a casa, anzi in villa, l’orrendo pasto.
Siamo così arrivati ai famigerati e fantomatici ‘mandanti’ dei compagni di merende. Rileviamo una prima discrasia, seguendo la casistica criminologica: l’assassino che s’inserisce nella categoria del muti morder compie più spesso un solo omicidio, in questo si differenzia dal serial killer. Le azioni sono volte a ottenere quel particolare organo. Nei nostri casi l’azione invece varia, dalla non mutilazione (delitti del 1968 e del 1974) la progressione criminosa s’intensifica con l’asportazione solo del pube, poi si passa all’asportazione anche della zona anale, infine si escinde anche un seno.
L’anomalia del mostro di Firenze, autorizza a formulare l’ipotesi delmuti morder? Si è già visto come il modus operandi s’inserisca con maggiore attendibilità, fino all’evidenza, nell’ipotesi dell’assassino seriale, in cui la fantasia guida le azioni, e le parti del corpo rimosse sono conservate come souvenir. Ma ammettiamo che l’ipotesi regga. Per sostenere l’ipotesi investigativa dei ‘mandanti’, occorre una prima correzione: lo scopo perseguito dal criminale non gli appartiene, bensì appartiene ad altri, coloro che al fine di entrare in possesso delle parti di cadavere escisse, finanziano il predatore. Ecco allora la setta satanica, il Sabbah, il rito sanguinario di antica memoria inquisitoriale.
Mi tocca affrontare a piene mani l’argomento. Full immersionnell’universo del diavolo, dunque. Attraversiamo di nuovo l’Oceano per tornare ad Aquino. Non dovrebbe indurre a riflettere il fatto che a fondare una delle prime e più note sette sataniche sia stato un ufficiale del controspionaggio esperto in tecniche di disinformazione?
Siamo alla fine degli anni Sessanta (poco prima sono stati assassinati Kennedy e King), la ‘sporca’ guerra del Vietnam lacera le coscienze dei giovani statunitensi, è iniziata la stagione dei ‘figli dei fiori’, si fa strada una pacifica e universale ribellione giovanile. Per la prima volta nella storia, s’estende a tutto il mondo un diffuso e pericolosissimo rifiuto dei canoni tradizionali, accompagnato da una critica radicale delle gerarchie di potere a qualunque livello.
Nasce il sospetto che le sette servissero a confondere le acque. A creare, cioè, un’identificazione tra ribellione giovanile e satanismo. Se questo fosse stato l’obiettivo, bisogna dire che esso fu raggiunto in pieno. Il Sessantotto è stato quasi del tutto annichilito, in America come in Europa. Per fare un esempio parziale, ma significativo, un certo genere di musica rock, insieme al diffondersi delle droghe, fu enfatizzato dal cosiddetto ‘satanismo acido’.
Il rock, più o meno acido, gradualmente sostituisce le canzoni politiche e pacifiche, di autentica protesta, come quelle del cantastorie Bob Dylan. In Italia, un autentico cantastorie come Francesco Guccini incontra la concorrenza di altri musicisti, alcuni cantautori più che ascoltabili, ma la gran parte diffusori di lagne pseudo-poetiche che tuttavia vanno per la maggiore. Ma Francesco regge il confronto con coraggio e determinazione. In America, passo dopo passo, nell’ambito della cosiddetta musica giovanile, si arriva al contemporaneo Marilyn Manson, una vera incarnazione del demonio agli occhi dei benpensanti. Non per pura coincidenza, né con accenni larvati, bensì esplicitamente e insistentemente, l’ambiguo cantante è stato di recente accusato di essere l’ispiratore della strage di Colombine. Qualcosa di simile, sui media americani, coinvolse a suo tempo gli innocui hippies. Secondo alcuni, il movimento hippy stava nell’atmosfera generale che aveva provocato i feroci delitti di Charlie Manson e dei suoi seguaci. Secondo altri, gli hippies trovavano il loro sbocco naturale nel terrorismo, o in alternativa, nell’alienazione totale per effetto delle droghe. Nella realtà, negli anni Ottanta gli hippies erano quasi del tutto scomparsi. Ritengo che l’invenzione della setta satanica mandante e ispiratrice dei delitti del mostro, abbia un’affinità, seppure in sedicesimo, con la funzione studiata in senso teorico, e quindi messa in pratica, dagli inquisitori controriformisti per giustificare l’annientamento dei ribelli eretici e dei liberi pensatori. Traendo spunto dalla reale esistenza di autentiche sette (ma su questo sarà necessario un approfondimento), più o meno pericolose, lo stesso genere di repressione preventiva in generale riappare, in modo più raffinato e nascosto, nell’epoca contemporanea. Vero è che i fatti, gli episodi massmediatici, le reazioni, sono ancora troppo vicini agli occhi per consentire un’analisi spassionata. Ma per quanto mi riguarda, l’idea di complotto va presa sul serio. Guardo con sospetto coloro che si accaniscono tanto a sbeffeggiarla. Sono d’accordo con Carlo Ginzburg a questo proposito.
“In Italia il termine ‘complotto’ viene usato da un decennio circa in contesti per lo più negativi: quasi sempre si parla di complotti per sostenere che non esistono, o che esistono soltanto nella fantasia sbrigliata dei ‘dietrologi’ (un termine, di conio più recente, dalle connotazioni ancora più chiaramente negative)… Eppure non si può negare che i complotti esistono. Alla loro fabbricazione e alla loro scoperta sono delegate, negli Stati moderni, istituzioni apposite (i servizi segreti)… Uno storico che cercasse di decifrare questa vicenda (la vicenda del processo ad Adriano Sofri e compagni. n.d.A.). rinunciando pregiudizialmente a qualsiasi atteggiamento ‘dietrologico’ farebbe poca strada – se con ‘dietrologia’ s’intende una sobria diffidenza interpretativa che non si accontenti di restare alla superficie degli eventi o dei testi”
Perché oggi, quando tutto sembra rientrato nella più piatta assuefazione alla normalità del mercato globale, si assisterebbe di nuovo alla recrudescenza delle sette sataniche? Come spesso accade nella storia, ciò che era stato cacciato dalla porta sta rientrando dalla finestra. Rientra cioè la ribellione in una forma ancora più minacciosa, e più consapevole delle trame del potere e del suo cinismo affaristico, rispetto al movimento sessantottesco. Mi riferisco qui, esplicitamente, ai No Global. Siamo già sulla strada per satanizzare anche loro. Non simpatizzano forse, questi pseudo pacifisti, con le forze del male? Non rifiutano, essi, il coro di esecrazione isterico contro Osama Bin Laden, la nuova incarnazione del diavolo, benché sia stato allevato e nutrito dalla grande madre CIA?
Correggo il tiro: se qualcuno ha scientemente confuso le acque, ciò non è vero per la maggioranza. Il maggior numero degli avversari dei satanisti – i cacciatori di sette – probabilmente sono inconsapevoli e in buona fede. La stragrande maggioranza dei nuovi adepti del capro diabolico non sanno dei meccanismi perversi che li sovrastano, e dei quali sono involontarie comparse. Perlopiù, i rituali dei satanisti si limitano all’ostentazione di simboli esoterici : la stella a cinque punte domina su tutti. È pura coincidenza che questa stella, l’antica raffigurazione del pentacolo, benché con un significato emblematico diversissimo, sia stata scelta come simbolo dalle Brigate Rosse?
Talvolta sul corpo di una donna nuda sdraiata a mo’ di altare, viene profanata un’ostia, il sacerdote ammantato di nero legge il Vangeloalla rovescia. Il rito si conclude, magari, con una demoniaca ammucchiata. Tutto qui, per quello che se ne sa. Forse alcuni adoratori di Satana sono fedeli all’immagine del fratello minore di Gesù Cristo in maniera più ascetica e meno carnale. Poi c’è la controparte, che, forse in buona fede, li accusa delle peggiori atrocità : violenze, sequestri, cannibalismo, infanticidio, omicidi rituali e via di seguito. Proprio come gli inquisitori d’un tempo. Ma nella casistica giudiziaria, quasi mai crimini di questo genere sono stati provati, come dimostra l’episodio giudiziario dei Bambini di Satana. “L’allarme pubblico nei confronti del satanismo – a cui, soprattutto, sono attribuiti migliaia di ‘crimini rituali’ – è stato probabilmente lanciato, all’origine, da ambienti protestanti fondamentalisti, ma oggi è diffuso soprattutto dal movimento anti-sette di origine laicista. L’Anti-cult movement si preoccupa di mantenere e anzi incrementare, l’allarme sociale contro i ‘culti’ deviami per sostenere la sua richiesta di leggi speciali o misure straordinarie nei confronti delle ‘sette’ (il cui raggio di applicazione sarà poi estremamente ampio e ambiguo). In questa chiave vengono facilmente esagerate anche le statistiche sul numero dei satanisti e sulla rilevanza del satanismo come fenomeno criminogeno, facendo del satanismo il tipo stesso del ‘culto’ pericoloso e talora tentando di collegarlo in modo più o meno fondato al mondo delle nuove religioni”. Si tratterebbe di un’esagerazione, da cui nascerebbe una nuova emergenza che autorizzerebbe una più capillare attività informativa, e magari una nuova sommaria procedura inquisitoria. “L’attenzione non serpeggia unicamente nell’opinione pubblica o fra alcuni giornalisti a caccia di scoop”. Un recentissimo libro di Angelo Zappalà cita la “Relazione sulla politica informativa e della sicurezza (primo semestre 1995)” presentata dal Presidente del Consiglio dei ministri, Lamberto Dini; la “Relazione sulla politica informativa e della sicurezza (primo semestre 1998)” presentata dal Presidente del Consiglio dei ministri, Romano Prodi; le “Relazioni sul medesimo oggetto (secondo semestre 1998 e primo semestre 1999)” presentate dal Presidente del Consiglio Massimo D’Alema, e quelle del primo e del secondo semestre del 2000 del Presidente del Consiglio dei ministri Giuliano Amato. Tutti questi avvertimenti sollecitano una speciale cautela, un particolare impegno di vigilanza informativa degli apparati di intelligence e di sicurezza, prendendo spunto da fatti di massimo allarme a livello mondiale – la strage sulla metropolitana di Tokio – e in base a un sospetto nascente dalle celebrazioni del Giubileo, occasione che avrebbe potuto, nell’anno 2000, essere il momento favorevole per “l’attuazione di gesti clamorosi” ed eclatanti da parte di “sette pseudo religiose ed esoteriche”, che sarebbero incrementate, in prospettiva, dalla “sempre più diffusa utilizzazione della rete internet”. Gesti clamorosi ed eclatanti che, almeno in Italia, non risulta che finora si siano verificati. Una cautela di segno opposto, che si comincia a usare anche per i casi americani – nel cui territorio brulicano sette d’ogni tipo – non si dovrebbe a maggior ragione tenere nel debito e prudente conto per l’Italia? Restringendo ancora di più il campo. Questa prudenza, non dovrebbe trasformarsi in un rifiuto nel caso di Firenze e dintorni, popolato da gente incline all’ironia e allo scetticismo, piuttosto che al fanatismo neo-religioso, e nel cui ambito, che io sappia, non si è mai sentito parlare di sette sataniche, se non dal funzionario di polizia-scrittore dottor Giuttari, e dai suoi coadiutori? Ma anche se esistessero realmente, non sarebbe meglio ascoltare il parere di studiosi seri del fenomeno, invece di affidarsi a fonti molto incerte e superficiali?  “Lo studioso non può che limitarsi a concludere che la pedofilia rituale e l’omicidio ‘satanico’ esistono presso un certo tipo di satanisti, come mostrano alcuni casi giudiziari, ma, contrariamente a quanto talora si legge, la prima è abbastanza rara, il secondo rarissimo”.  “Rarissimo” significa che il fenomeno non si produce quasi mai, e quando accade sembra molto improbabile che possa avere una durata protratta nel tempo. E possibile anche soltanto ipotizzare che per una trentina di anni un numero imprecisato di persone compia delitti del tipo che ci riguarda, senza che niente trapeli? Senza che qualcuno si dissoci dal gruppo, sia preso dal rimorso o dal disgusto, e metta allo scoperto la setta e i suoi delitti atroci? Ammettiamo anche questo. Ciò che appare incredibile, alle volte si rivela come una giusta intuizione. Ipotizziamo a distanza più ravvicinata la natura, presupposta satanica, dei delitti del mostro (rectius, nell’ambito della congettura proposta: ‘mostri’, al plurale).
Prima di tutto un elemento di distinzione di carattere generale. Non bisogna confondere le religioni con la magia, lo spiritismo, e col satanismo (anche se talvolta i confini non sono così chiari). Le religioni hanno una visione del mondo globale che impone uno stile di vita onnicomprensivo, e in molti casi una preparazione spirituale in vista dell’aldilà.
Quasi sempre gli assunti religiosi di base sono per la loro stessa natura indimostrabili, cioè insuscettibili di verifica empirica. Al contrario, la magia e lo spiritismo agiscono su campi verificabili e devono funzionare.
Maghi furono gli alchimisti come Giambattista Lulli, maghi anche i critici dell’alchimia, come Bonagiunta Orbicciani da Lucca. I maghi rinascimentali italiani-e più in generale europei erano scienziati. Maghi furono Leonardo da Vinci, Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, Giordano Bruno… Il fondamento scientifico e speculativo della magia la espone a verifica. A fondamento dello spiritismo e della magia moderna sta il positivismo. Per questo Conan Doyle abbandonò il cattolicesimo per diventare un seguace dello spiritismo, perché esso gli offriva dei fatti verificabili.
Non c’è da meravigliarsi, se un caposcuola positivista come Cesare Lombroso concluse la sua vita da scienziato dedicandosi allo spiritismo in collaborazione con una donna del popolo del tutto priva di cultura. La verifica empirica però, com’è immaginabile, espone la magia e lo spiritismo a continui collassamenti. Se una pozione contro l’impotenza non ha avuto efficacia, come è probabile che accada, se un maleficium non ha fatto ammalare l’insopportabile vicino di casa, l’iniziale adepto finirà con l’essere scettico sulla bontà di quelle pratiche. Perciò le varie sette magiche, spiritiste e anche sataniste, hanno spesso vita breve, o devono rinnovarsi. Veniamo alla magia moderna o contemporanea. Non si può parlare di sette che praticano la magia genericamente. Ce ne sono di vari tipi, con differenze sostanziali tra di loro. A proposito di fenomeni magici si parla in primo luogo di frode, naturalmente. Si spiegano poi alcune convinzioni con la “volontà di credere”, fenomeno psicologico attentamente studiato da William James, il filosofo pragmatista americano fratello dello scrittore Henry James. Quando non sia più sufficiente la psicologia, entra in campo la parapsicologia: “una disciplina che lotta, appunto, per vedersi riconosciuta la dignità di scienza e che è nata, storicamente, dai ‘ricercatori psichici’ che fin dal secolo scorso indagavano ‘scientificamente’ in particolare sullo spiritismo”.
Esiste la “magia pratica“, che promette poteri eccezionali, tali da modificare la vita degli adepti sotto il profilo del successo, della potenza sessuale, della salute. Si distingue poi la “magia gnostica” che fa del sapere la leva per accedere ai super-universi che costituiscono il mondo. Anche la “magia gnostica” modifica in meglio l’adepto che vi si dedichi con studio e diligenza, anch’essa ha potenzialità terapeutiche. La “magia evocatoria” riesce ad evocare spiriti, angeli o demoni, “elementali”, o spiriti della natura. Il più alto livello è raggiungibile attraverso “la magia della vita”, che insegna tecniche per giungere al mistero della vita e addirittura sconfiggere la morte, assicurando all’adepto la certezza dell’immortalità.
Arriviamo più specificamente al satanismo. La prima differenziazione, più generale, è quella tra satanismo ‘cattivo’ e satanismo ‘buono’. Quello ‘cattivo’, il più classico nell’immaginario collettivo, vede Satana contrapporsi a Dio, e postula una lotta tra le due Supreme Entità. Ma attenzione, in epoca contemporanea, spesso la ‘cattiveria’ si riduce a una rivendicazione dell’energia vitale contro l’imbroglio metafisico e teologico della Chiesa. E più una sorta di ateismo scettico sull’aldilà, a sostegno dell’aldiquà e dei piaceri che esso offre. Satana assume più i tratti di un gaudente anarco-rivoluzionario materialista, che di un promotore e facitore del male. Per il satanismo ‘buono’ si parla di Luciferismo. Lucifero diventa complementare a Gesù. Non c’è propriamente opposizione al cristianesimo ma piuttosto integrazione. La trinità diventa quaternità: Padre, figli (Gesù e Lucifero) e Spirito Santo. Per dirla in termini più banali, il male e il bene sono indissolubilmente legati, o per meglio dire sono le due facce di una stessa medaglia. Le sette luciferiane sono speculative e innocue. Un qualsiasi satanista convinto e tranquillo, è protetto, come tale, dalla Costituzione della Repubblica Italiana, art. 21 e 8, tranne che, dice la legge costituzionale (art. 8), la confessione religiosa non sia in contrasto con l’ordinamento giuridico vigente. E dov’è scritto che una convinzione antitetica al credo e alla morale cattolica violi una qualsiasi norma di diritto? Vediamo adesso le ‘cattive’: si possono individuare vari gruppi. Ma prima di accennare ad esse, apro una parentesi. L’analisi che sto facendo è per forza di cose sbrigativa, altrimenti questo libro rischierebbe di diventare un saggio sul satanismo, cosa che non è, e non vuole essere. Ho dovuto approfondire il tema, di fronte all’ipotesi strampalata formulata dagli indagatori del mostro di Firenze. Me lo sarei risparmiato, vale il discorso già fatto per tutto il libro. L’occasione, però, è stata utile. Vale sempre la pena di leggere chi ne sa su un argomento più di noi. Detto questo, continuo il mio rapido excursus. Alcuni gruppi si limitano a rituali decorativi come quelli descritti approssimativamente più sopra. In taluni casi si tratta di evocare Satana con rituali orgiastici che richiamano i culti dionisiaci. Ma oggi si direbbe che si mette in scena una specie di terapia di gruppo, recitando uno psico-dramma. Queste persone vanno lasciate fare, non danno noia a nessuno. Altri – e qui si entra nella volgarizzazione della magia, intesa nel suo significato più banale e incolto, benché diffuso – praticano la magia al fine di acquisire potenza sessuale, energia vitale, salute, fortuna al gioco o in amore, preparano intrugli stregoneschi con parti d’animali, ossa eccetera. Qualcuno- ma la cautela qui è d’obbligo, perché entra in campo una documentazione d’incerta attendibilità – disseppellisce cadaveri al medesimo scopo. Ho già citato il precedente storico messo in rima da Giuseppe Giusti. Molto spesso, quasi sempre, la polizia si trova ad affrontare il reato di truffa. L’esplodere delle televisioni libere, e dei sedicenti maghi che danno consigli a pagamento, fondandosi quasi sempre su un’analisi approssimativa della psicologia del richiedente, hanno amplificato il fenomeno. Veniamo a ciò che potrebbe riguardarci più da vicino.
Parliamo dell’ O.T.O, sigla che sta per Ordine dei Templari dell’Oriente, che non è esattamente una setta satanica, anche se di stretta vicinanza. A mio parere, questi signori – i fedeli dell’O.T.O – sono caduti in un equivoco storico. Hanno prese per vere le accuse di apostasia, in sostanza di satanismo, che nel XIV secolo Filippo il Bello rivolse ai Templari. Questi guerrieri di Dio, sparsi per tutta Europa, casti ed ascetici fino all’ossessione, ma che avevano accumulato enormi ricchezze, in un primo tempo osannati dalla cristianità che difendevano, innanzitutto durante le Crociate, da un giorno all’altro furono accusati delle più turpi nefandezze e massacrati in massa. Le accuse erano quasi certamente false. Si trattava di una questione di soldi, come al solito. Filippo il Bello, indebitato fino al collo, aveva necessità di rimpinguare i suoi forzieri. I Templari, per farla breve, furono trucidati a scopo di rapina. In ogni caso l’attuale Ordine e le sue filiazioni, si è identificato con la versione demonizzata dei Templari. (Basta ripeterle più volte le menzogne, e si finisce per farle diventare verità, come insegnano certi attuali governanti). Se ora facessi l’elenco di tutte le sette nate dall’O.T.O, o ad esso affini, sarebbe necessario un altro libro. In sintesi, la diffusione di questi culti è dovuta all’ingleseAleister Crowley (1875-1947) che ha scritto alcuni libri e fondato una chiesa a Cefalù, in Sicilia, l’Abazia di Thelema. Crowley rappresenta in un certo senso la patristica di queste sette contemporanee, anche di quelle più propriamente sataniche. In esse hanno un ruolo centrale rituali e pratiche di magia sessuale.
Faccio alcuni esempi di queste pratiche senza riferimenti alle relative sette. Ripeto che esse prolificano da un’unica origine: sono tutte variazioni sul tema. C’entra l’Oriente, come indica la seconda O della sigla, il tantrismo in particolare, e lo yoga. La reincarnazione non entra nel discorso, perché non interessante nell’ambito dell’esposizione sintetica qui proposta, benché rappresenti il più importante elemento di differenziazione fra queste sette, fino allo scisma. Le pratiche sessuali sono divise e a vari livelli. Vado in ordine sparso. In un primo livello si deve imparare a raggiungere l’orgasmo trattenendo il seme. Ciò permetterebbe di essere posseduti dallo spirito o da un “elementale” che si vorrebbe evocare, e la cui effige si è fissata durante l’atto. Ma più frequentemente si fanno pratiche di onanismo – le più a portata di mano, e quindi le più diffuse – per conseguire risultati simili. Normalmente si può espellere il seme, ma in questo caso esso non deve andare sprecato, può servire magari per qualche pozione. I coiti dovrebbero durare delle ore, poi dalle secrezioni dell’uomo e della donna si ricava un elisir che viene subito consumato. Bisogna agire con cautela e scrupolosamente: un errore, e la pratica può risultare dannosa. La scelta della donna con cui copulare, non è del tutto casuale, può essere una donna di mondo, dello spettacolo – un’attrice a esempio – una prostituta, oppure, secondo il precetto, per cui si deve superare il concetto di attraente, può trattarsi di una vecchia, o brutta, o deforme, eccetera. Un gruppo di donne, insieme, possono esaurire eroticamente un solo partner maschile per provocare la morte del giusto. Il cosiddetto “vampiro” si dedica preferibilmente al sesso orale, con una donna mestruata, per trasferire su di sé la forza della partner. Si praticano anche magie auto-sessuali in cui il seme viene messo in vergini di terracotta, che poi saranno sotterrate per sigillare il desiderio dell’adepto. Allo stesso scopo, si può prendere un foglio di carta, imbrattarlo di saliva, sangue e fluidi ricavati dalla masturbazione maschile e femminile, appiccicarci sopra capelli e peli pubici, lasciarlo asciugare, mettere tutto in una busta e spedirlo al Tempio d’appartenenza. Il Tempio si occupa di conservare dentro apposite casseforti le preziose missive che contengono i desideri degli adepti. Il Tempio, con i suoi sacerdoti, o capi, s’identifica, nella terminologia dei moderni inquisitori, col cosiddetto “Terzo Livello”.
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